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E miracolosamente non ho smesso di sognare e miracolosamente non riesco a non sperare
e se c'è un segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole
(Elisa - "Qualcosa Che Non C'è")



2 dicembre 2008

Poster contro violenza sulle donne CENSURATO!

Il 25 novembre era la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne e dunque ci sono state varie iniziative intraprese dalle associazioni di sostegno alle donne che subiscono maltrattamenti fuori e dentro le mura domestiche.

L'associazione Telefono Donna ha pensato di affiggere a Milano una serie di poster raffigurante una donna distesa su un letto in posizione di croce coperta da un lenzuolo bianco intorno alla vita. Un richiamo alla sofferenza di Gesù.
E con la frase: "Chi paga per i peccati dell'uomo?"

Poster Censurato

Ovviamente il poster non è stato visto di buon occhio ed è stato censurato dal Comune di Milano.

L'assessore all'Arredo Urbano del Comune, Maurizio Cadeo, ha infatti annunciato che cercherà in tutti i modi di impedire che il manifesto di Telefono Donna finisca sulle strade. "Faro' tutto quanto è in mio potere - ha affermato - per evitare l'affissione del manifesto, di cui contesto il messaggio, che lede il sentimento religioso dei cittadini". La donna raffigurata nel manifesto, che dovrebbe finire su 500 spazi di pubblica affissione del Comune, ricorda inequivocabilmente il Cristo in croce e sopra il drappo che le copre le parti intime campeggia la scritta: "Chi paga per i peccati dell'uomo?". "Chiediamo all'associazione di ritirare il manifesto - ha attaccato Carlo Fidanza, capogruppo di An a Palazzo Marino - perchè una giornata cosi' importante non deve essere svilita da una provocazione del genere". Ma lo spettro della
censura ha subito agitato la classe politica milanese.

"Roba da medioevo - ha ribattuto Pierfrancesco Majorino (Pd) - se dovessimo applicare il metodo Cadeo in tv, dovremmo oscurare il 70% delle trasmissioni di Rai e Mediaset". La nuova polemica riporta il clima politico al settembre dell'anno scorso, quando, durante la settimana della moda, un marchio di abbigliamento affisse per Milano numerosi poster, firmati da Oliviero Toscani, che raffiguravano il corpo nudo di una ragazza, martoriata dall'anoressia. Allora fu il sindaco Letizia Moratti in persona a tuonare perchè il manifesto fosse rimosso. "Chi censura è sempre un mentecatto - ha rievocato le polemiche di oggi e di allora, Oliviero Toscani - e se già oggi c'è qualcuno che ride di lui, domani tutti lo derideranno, perchè la censura è sempre
passata per imbecille nella storia".

Se c'è qualcuno che invece preferirebbe stare lontana dalle polemiche è Stefania Bartoccetti, presidente dell'associazione Telefono Donna, che dopo un primo via libera degli uffici comunali, aveva già fatto stampare i manifesti con la donna in croce. "Da cattolica - ha affermato - non ci vedo nulla di offensivo nè di blasfemo. Abbiamo scelto un'immagine forte per spingere le vittime delle violenze a uscire dal silenzio". Resta ora da capire quale messaggio sceglierà il Comune per la giornata mondiale contro la violenza, visto che l'assessore Cadeo e la responsabile dei Servizi Sociali Mariolina Moioli hanno deciso di realizzare un nuovo manifesto per occupare gli spazi di affissione pubblica a Milano il 25 novembre. "Sull'odioso problema della violenza sulle donne - ha spiegato Cadeo - non dobbiamo abbassare la guardia el'amministrazione si impegnerà in prima persona, anche sul fronte della sensibilizzazione, con un suo manifesto".

Ed è stato sostituito con un poster ideato dal Comune di Milano.

Poster Sostitutivo

“Tra le tante proposte avanzate dalla nostra Direzione specialistica Comunicazione, fin da subito ci è piaciuta questa: l'immagine di una donna libera, seppure ancora in ombra – ha spiegato Mariolina Moioli – e dico "ancora", perché l'obiettivo di questa campagna è di far uscire dall'ombra le donne che in questa città subiscono violenza. La libertà di questa donna è un auspicio, nostro e di tutte le realtà che insieme all'Amministrazione comunale lavorano quotidianamente per prevenire e contrastare i fenomeni di abuso e violenza perpetrati sulle donne".

“Con questo manifesto – ha detto l'assessore Cadeo – dimostriamo di non volerci disimpegnare rispetto alla comunicazione sul tema della violenza contro le donne. Al di là di ogni aspetto, rimango comunque convinto che per risvegliare le coscienze serve ben altro che un pugno di manifesti choc, come quello che ho giudicato non idoneo. Servirebbe innanzitutto riscoprire quei valori etici e morali che nella società di oggi sembrano fortemente in crisi".

Ora io mi chiedo intanto per quale motivo il primo poster sia stato censurato. Personalmente non lo ritengo affatto blasfemo. Gesù sulla croce è il simbolo da sempre di tribolazione e patimento, di misericordia e di chi si è immolato per la salvezza dell'umanità.
Mi sembra un accostamento utile far percepire attraverso questo la sofferenza che le donne patiscono tutti i giorni sulla propria pelle. Una "croce" che si portano sulle spalle che le vede combattere tutti i giorni e per cui nessuno muove un dito proprio come fu per Gesù.
La frase poi la trovo giustissima, qualcuno deve pagare per il male che viene fatto!!!

Ma so di essere in Italia, dove il bigottismo e il perbenismo la fanno da padrone a discapito del buonsenso e della solidarietà. Non sempre, ma spesso specie e sopratutto da parte delle Istituzioni.

La cosa che invece trovo assurda è il secondo poster. A parte che anche uno studente al primo anno di comunicazione pubblicitaria poteva fare di meglio. Ma soprattutto mi fa rabbia la scelta della sagoma della donna. Non capisco per altro questa sagoma di donna a che periodo storico si riferisca perchè mi fa venire in mente le popolane del 1800. Non che abbia qualcosa contro le donne del 1800 ^_^ ma è ovvio che se l'immagine non tende ad essere attuale l'idea che passa è che la violenza sulle donne sia qualcosa di sorpassato.
Poi non è una donna in ombra ma è una mera sagoma e capperi c'è una differenza abissale. L'idea che ho avuto è che come sempre tutto debba rimanere nascosto, la donna deve essere vista come una sagoma e non come un 'essere umano in carne e ossa che se lo picchi, violenti, uccidi... SANGUINA... come Gesù sulla sua croce.
Finchè vorremo vedere la donna maltrattata come un'entità astratta, indistinta, finchè non faremo capire alle vittime di abusi che "metterci la faccia" è una cosa positiva e che tutti possiamo appoggiarle in questa difficile strada per trovare la libertà dalla violenza, niente potrà mai cambiare!

Insomma le nostre Istituzioni riescono a dare sempre il peggio di se quando si tratta di dare uno scrollone alla mente della gente lobotomizzata.

Così mi sento di invitare tutte le donne che non hanno trovato il primo manifesto ne volgare, ne blasfemo ma utile a pubblicarlo sui propri blog. Possono censurarlo dalle strade di Milano ma non certo dalla rete. ^_^

3 commenti:

Bie ha detto...

E' orrendo il secondo poster. Sembra una cosa fatta in 5 minuti. La storia dell'ombra se la sono inventata dopo ci scommetto perche' quella non e' un'ombra ma una sagoma del cavolo. Il poster non trasmette nulla, sembra fatto in 5 minuti e il fatto che lei sia in secondo piano una sagoma di cartone... boh mi da l'idea "tanto non conti nulla, tanto nessuno ti ascolta, tanto fanno tutti finta di non vederti" orrendo. Invece il primo poster era decissamente meglio.

Bie ha detto...

ecco mi e' venuto come parola di conferma abulse che mi ha fatto pensare ad abuse... pensa

Vampiretta ha detto...

Ecco tanto per restare in tema! O_-

Concordo con te, quella non è un ombra ma na sagoma e mi ha dato le tue stesse identiche sensazioni.-_-

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